Le dignità planetarie secondo Tolomeo

La chiave interpretativa dell'astrologia classica.

 

dignità

 

Come leggere la tabella:

Esistono numerose versioni di questo schema, con varianti che riguardano soprattutto le dignità minori. Questa è la versione pubblicata da William Lilly nel suo trattato Christian Astrology (1647).

 

Nella prima colonna (Segno) sono elencati i simboli dei segni zodiacali.

 

La seconda colonna (Domicilio) mostra i pianeti governatori dei segni secondo la tradizione. Soltanto i primi sette pianeti, quelli visibili ad occhio nudo, possono essere considerati governatori dei segni corrispondenti (e delle case la cui cuspide cade in un determinato segno, in astrologia oraria).
Il Sole e la Luna governano ciascuno un solo segno, mentre tutti gli altri pianeti sono Signori di due segni zodiacali (domicilio diurno = D, domicilio notturno = N). In questo caso, Diurno e Notturno non sono riferiti alle diverse parti del giorno, ma alle qualità intrinseche dei Segni, suddivisi appunto in Diurni o Maschili e Notturni o Femminili.

La Tetrabiblos di Tolomeo presenta una suddivisione diversa tra domicili diurni e notturni, basata non sulle qualità femminili o maschili dei segni, ma sulla loro appartenenza all'emiciclo lunare o solare. Sono domicili diurni i segni che si trovano nell'emiciclo solare: Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno. Sono domicili notturni i segni che si trovano nell'emiciclo lunare: Gemelli, Toro, Ariete, Pesci, Acquario. Comunque, mentre queste suddivisioni possono avere un ruolo nell'astrologia natale, sono sostanzialmente irrilevanti nell'astrologia oraria.

Un pianeta nel proprio Domicilio è come il padrone nella propria casa: si tratta della più forte dignità essenziale.

 

La terza colonna (Esaltazione) mostra il pianeta esaltato nel segno corrispondente ed il grado di massima esaltazione. Domicilio ed Esaltazione sono dignità maggiori e sono applicabili all’intero Segno considerato. Un pianeta in tale condizione è paragonato ad un ospite di rispetto: non potrà comandare in quella casa, ma è comunque trattato con grande deferenza.

 

La quarta colonna mostra i governatori planetari delle Triplicità suddivisi in Diurni (D), per le Carte erette dopo il sorgere del Sole, e Notturni (N), validi per le Carte erette dopo il tramonto. In astrologia oraria si fa riferimento allo schema semplificato di Tolomeo, riservando lo schema di Doroteo, che prevede tre pianeti governatori per ogni Triplicità invece di due, all’astrologia natale.

 

La quinta colonna (Termini) mostra i gradi nei quali i pianeti si trovano nei propri “termini” o “confini”. I numeri devono essere intesi come ordinali. Giove, ad esempio, è nei propri Termini nei primi 6 gradi dell’Ariete, cioè da 0°00 fino a 5°59; Venere da 6°00 fino a 13°59, e così via. Termini e Decani sono considerati dignità minori e non sono validi per l’intero Segno, oltre ad avere minor forza e peso rispetto alle dignità maggiori.

 

La sesta colonna riporta i gradi nei quali i pianeti si trovano nel proprio Decano o Faccia. L’ordine orizzontale dei pianeti è riferito alla loro decrescente distanza dalla Terra (Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna). La sequenza verticale corrisponde invece ai giorni della settimana : Luna-Lunedì, Marte-Martedì, Mercurio-Mercoledì, Giove-Giovedì, Venere-Venerdì, Saturno-Sabato, Domenica (Sunday)-Sole.

 

Nella settima colonna troviamo i pianeti in Esilio nel segno corrispondente. I segni di Esilio di un pianeta sono sempre opposti, nel cerchio zodiacale, a quelli in cui si trova in Domicilio.  Il pianeta ne risulta severamente debilitato.

 

L’ottava colonna mostra il segno di Caduta dei pianeti. La Caduta è il contrario dell’Esaltazione, pertanto il segno è opposto a quello in cui il pianeta è esaltato. Esilio e Caduta sono considerati debilità maggiori.

 

Un pianeta che non si trovi in nessuna delle posizioni o categorie citate (che non abbia, cioè, nessuna dignità o debilità essenziale) viene detto peregrino. Questa è la definizione seguita da Giuseppe Bezza e John Frawley. Lilly, tuttavia, ritiene la condizione di peregrinità (assenza di dignità essenziale) compatibile con l'eventuale debilità per esilio o caduta. La distinzione può avere interesse accademico, ma è, all'atto pratico, irrilevante.